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25/07/2013
Dopo 27 anni di cecità una paziente ora vede le sagome
Un intervento di protesi retinica, effettuato a Pisa, ha permesso a una donna malata da tempo di distinguere luci e ombre

Secondo quanto riportato dal sito web del quotidiano Il Tirreno la paziente, una donna siciliana di 52 anni, può ora vedere sagome e luci grazie a una protesi applicata al posto della retina, malata irreparabilmente. A eseguire l'intervento è stato Stanislao Rizzo, il direttore della chirurgia oftalmica dell'azienda ospedaliera di Pisa, che ha già fatto sette interventi di questo tipo, unico in Europa. La protesi è costituita da un dispositivo che comunica con una micro telecamera istallata su un paio di occhiali speciali. L'operazione è il frutto di una collaborazione tra l'azienda ospedaliera e la clinica privata San Rossore, che ha sostenuto i costi della protesi e dell'intervento, pari a circa 100 mila euro.



 
25/07/2013
Il ciclista è "invisibile" ai guidatori: lo dice l'Eye Tracking
Il ciclista è "invisibile" ai guidatori: lo dice l'Eye Tracking
A metterlo in evidenza è una ricerca scientifica del Centro Studi e Documentazione Direct Line, che ha monitorato i comportamenti di guida analizzando le stimolazioni visive di un campione di automobilisti grazie all'utilizzo della tecnologia, in grado di rilevare l'orientamento degli occhi e desumere così il centro dell'attenzione del soggetto analizzato

Dai dati raccolti è emerso un quadro inaspettato, sostanzialmente frutto «di un'apparente riduzione del campo visivo dovuta all'immedesimazione dell'automobilista col mezzo guidato - si legge in un comunicato dell'assicurazione auto online - Nel corso dell'osservazione con l'Eye Tracking, gli automobilisti non sono riusciti a notare il 22% dei ciclisti, pur essendo questi chiaramente visibili dal loro veicolo. Ma anche per quanto riguarda i motocicli i dati sono allarmanti, con il 15% di veicoli risultato completamente inconsistente agli occhi degli automobilisti». Al di là dello studio, il fatto che il ciclista non venga visto, specifica Sergio Cappa, insegnante di Ottica e Optometria al Civico di Milano, può dipendere da altre variabili come le ametropie, l'uso o meno di occhiali. «Se un portatore utilizza lenti positive ad esempio - afferma l'esperto - guardando con la periferia della lente non vede gli oggetti posti nel cosiddetto angolo morto».
L'esperimento prevedeva che i partecipanti indossassero occhiali speciali, in grado di individuare e segnalare l'esatto punto su cui si focalizza lo sguardo. L'Eye Tracking, utilizzato anche in aree quali le scienze cognitive, la psicologia o anche nelle ricerche di mercato, in sintesi è una tecnica di analisi dei movimenti oculari, che vengono registrati su una pellicola. «Il tracciato che si ottiene - spiega Cappa - rende possibile determinare che cosa attragga maggiormente l'attenzione di chi guarda. Questa tecnologia è stata utilizzata anche dalle grandi aziende che producono lenti multifocali, che hanno studiato come un soggetto muova la testa e gli occhi per capire come ottimizzare la forma della lente e determinare i canali di progressione». Di certo l'applicazione in altri campi e con diverse finalità apre moltissime prospettive, come dimostrano i più moderni dispositivi sviluppati, tra cui i tanto citati Google Glass, in cui l'integrazione della funzionalità Eye Tracking consentirà di impartire comandi semplicemente con piccoli movimenti degli occhi. «Anch'io, un paio di anni fa - racconta Cappa - sono stato contattato da un'azienda che intendeva sviluppare una telecamera integrata in un occhiale per registrare quando i conducenti di camion chiudevano le palpebre per un tempo superiore a quello d'ammiccamento, chiaro segnale che stavano per addormentarsi».



 
25/07/2013
Display integrato: dopo gli occhiali toccherà alle lac?
Display integrato: dopo gli occhiali toccherà alle lac?

È allo studio un prototipo di lenti a contatto, secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos/Ign, che al suo interno proietta, al momento, un singolo pixel

Il gruppo di scienziati, guidato da Jang-Ung Park, ingegnere chimico dell'Ulsan National Institute of Science and Technology, è riuscito a inserire, nel corpo della lente, alcuni semiconduttori trasparenti utilizzando il grafene, materiale impiegato nella nanotecnologia. Questi semiconduttori, a loro volta, possono trasportare la luce emessa da un led posizionato in un punto non visibile dall'occhio. Così facendo, la lente rimane flessibile e il display al suo interno trasparente. I test finora condotti sono stati effettuati su alcuni conigli che, dopo cinque ore che "indossavano" la lente a contatto, non hanno evidenziato particolari fastidi.



 
25/07/2013
Google Glass: anche gli occhiali tra i "ferri" del chirurgo
Un medico statunitense ha utilizzato per la prima volta gli occhiali per la "realtà aumentata" dell'azienda di Mountain View in una sala operatoria, usandoli per trasmettere tutte le delicate fasi chirurgiche di un'operazione allo stomaco

Rafael Grossmann, questo il nome del chirurgo dell'Eastern Maine Medical Center, ha indossato i Glass per tutta la durata dell'intervento di endoscopia gastrica. Le immagini catturate dai suoi occhiali sono state proiettate sul display di un iPad e condivise in tempo reale anche in streaming sul suo blog e su Hangouts, la funzione di Google che permette di effettuare conversazioni multimediali. «Volevo dimostrare che questo è uno strumento intuitivo con grandi potenzialità per la salute, in modo particolare per la chirurgia. Potrebbe migliorare le consultazioni all'interno di una équipe, favorire il parere di esperti dall'esterno, ma anche rivelarsi un utile strumento didattico», ha dichiarato ai media Grossmann. Il medico, memore delle recenti polemiche sulla violazione della privacy quando si tratta di raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono "riprese" e "registrate" tramite i Glass, ha chiesto un permesso preventivo al paziente, di cui non sono mai stati mostrati né i dati identificativi né il volto.




 
06/03/2013
Retina artificiale, l’ok negli Usa
La Food and Drug Administration americana ha dato il via libera al primo trattamento che offre una “vista limitata” alle persone affette da alcuni tipi di cecità

Le autorità competenti negli Usa, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dall’Ansa, hanno approvato una nuova tecnologia chiamata ''retina artificiale'' che consente ad alcuni tipi di non vedenti di individuare incroci stradali, la presenza di persone e in alcuni casi anche numeri e lettere. La retina artificiale, scrive il New York Times, è composta da elettrodi, impiantati nell'occhio con operazione chirurgica.
(fonte: b2eyes TODAY)