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06/03/2013
Retina artificiale, l’ok negli Usa
La Food and Drug Administration americana ha dato il via libera al primo trattamento che offre una “vista limitata” alle persone affette da alcuni tipi di cecità

Le autorità competenti negli Usa, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dall’Ansa, hanno approvato una nuova tecnologia chiamata ''retina artificiale'' che consente ad alcuni tipi di non vedenti di individuare incroci stradali, la presenza di persone e in alcuni casi anche numeri e lettere. La retina artificiale, scrive il New York Times, è composta da elettrodi, impiantati nell'occhio con operazione chirurgica.
(fonte: b2eyes TODAY)



 
06/03/2013
Gli occhiali che fanno vedere rosso (e verde)
Un team di ricercatori statunitensi ha sviluppato delle lenti che riescono a correggere il daltonismo

Una scoperta casuale potrebbe migliorare la vita a tutti coloro che soffrono di daltonismo. Secondo quanto riportato da corriere.it, il centro di ricerca americano 2Al Labs è infatti riuscito a realizzare un paio di occhiali che compensano la carenza nella visione dei colori. Il lavoro dei ricercatori aveva preso avvio per correggere la "deficienza rosso-verde", un problema genetico che interessa un adulto maschio su dieci. Ma al risultato si è arrivati in maniera fortuita, grazie a un'intuizione del neurobiologo evoluzionista Mark Changiz, che già nel 2006 sosteneva che gli umani potessero cogliere le variazioni di colore della pelle per scoprire emozioni e stati d'animo.
Partendo da questa idea, il laboratorio americano ha sviluppato delle lenti con cui individuare il grado di diffusione sanguigna nella pelle, destinate soprattutto ai medici. In seguito ci si è resi conto che gli occhiali, se indossati da soggetti daltonici, permettevano di vedere anche i colori che prima era impossibile riconoscere. I vari test effettuati per verificare se effettivamente il sistema funzionasse sono stati positivi e le lenti hanno potuto essere commercializzate. Unico neo: se con gli occhiali verde e rosso diventano facili da distinguere, la percezione di giallo e blu si affievolisce.
(fonte: b2eyes TODAY)




 
22/01/2013
Ces, arriva l’occhiale per smartphone

In risposta ai Google Glass, Vuzix ha presentato al salone della tecnologia di Las Vegas un visore interattivo che consente di riprodurre le immagini del proprio mobile, collegandosi via bluetooth o wi-fi

Come riportato dalla sezione “vita digitale” di corriere.it, lo Smart Glasses (nella foto) funziona con il sistema operativo Android 4.0 ed è equipaggiato con uno schermo che offre l’equivalente di un display da 4 pollici tenuto a 35 centimetri di distanza. Pensato principalmente per la navigazione sul web, potrebbe avere interessanti applicazioni anche con la realtà aumentata. Intanto può essere utilizzato anche per effettuare riprese in HD e foto, usando la videocamera integrata a 720p. È equipaggiato anche con un GPS e uno slot per micro SD.
(Fonte: b2eyes TODAY)

 




 
22/01/2013
Gli occhi non sono lo specchio dell’anima
Lo sostiene un nuovo studio dell'Università della California guidato da Miguel Eckstein e Matt Peterson, secondo il quale il miglior posto per scorgere l'anima di una persona è appena sotto lo sguardo

La ricerca, riportata dall’Agi, è stata descritta in un articolo pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Utilizzando un eye tracker e più di cento fotografie di volti, i ricercatori hanno monitorato in che punto i cinquanta partecipanti ai test guardavano nel momento in cui dovevano identificare la personalità degli individui osservati. I risultati hanno dimostrato che quando guardiamo per la prima volta il volto di qualcuno per definire nell'immediatezza la sua identità, il genere e il suo stato emotivo, non fissiamo gli occhi. La ricerca ha mostrato che, nella maggioranza dei casi, le persone fissano l'area che si trova direttamente sotto gli occhi, approssimativamente nel mezzo. «Probabilmente perché in alcune culture si insegna che è maggiormente educato guardare lì rispetto a fissare lo sguardo - hanno spiegato gli autori - oppure perché è un punto che ci permette di comprendere dove è focalizzata l'attenzione della persona che abbiamo di fronte e di ottenere il numero massimo di informazioni sulle sue caratteristiche. Parliamo comunque di un'occhiata rapidissima della durata di duecentocinquanta millisecondi».
(Fonte: b2eyes TODAY)



 
17/12/2012
Avere gli occhi anche dietro la testa?
Sarà possibile grazie a FlyViz, il casco ideato dagli scienziati francesi della Inra, Istituto per la ricerca nell'informatica e nell'automazione, che offrirà una visione panoramica istantanea sui lati e sulla parte posteriore del corpo

Il prototipo (nella foto ), presentato parzialmente a Parigi la settimana scorsa, viene svelato nella sua totalità in questi giorni a Toronto, al “Virtual Reality Software and Technology ‘12”, un’importante conferenza tecnologica annuale. Il casco permette, quindi, a chi lo indossa di cogliere l’ambiente circostante completamente e non solo ciò che si ha di fronte, come un camaleonte o una mosca. Il funzionamento è legato a una telecamera digitale collegata sulla parte superiore e puntata verso uno specchio emisferico che consente di acquisire le informazioni visive a 360 gradi. «È come filmare una palla di Natale – ha spiegato ai media Jérôme Ardouin, uno degli studiosi che ha partecipato alla realizzazione del progetto - Chi indossa il casco vede tutto quello che accade intorno a lui. L'immagine però risulterebbe distorta, appunto come accade quando guardiamo la realtà riflessa su una sfera». Per sopperire a ciò interviene una rielaborazione computerizzata del dispositivo interno che rende la visione uguale alla realtà, in maniera simile alla tecnica utilizzata dai cartografi per riprodurre il globo terrestre su una cartina. L’innovativo strumento potrebbe avere più di un'interessante applicazione nel quotidiano, a partire dal settore della sorveglianza e della sicurezza per arrivare a diventare ausilio per soccorritori o soldati impegnati in aree di crisi.
(Fonte: b2eyes TODAY)