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    Salute degli occhi, attenti alle lenti low cost

    Economici, pratici ma dannosi per la vista. Sono gli occhiali low-cost facilmente reperibili in giro presso le bancarelle di ambulanti. Secondo uno studio pubblicato su “Optometry and Vision Science”, rivista ufficiale dell’American Academy of Optometry, queste lenti sarebbero inadatte per un anziano su tre. Il rischio è che la lente non sia soggetta a seri controlli qualitativi e che non ci sia reale corrispondenza fra ciò che si pensa di acquistare e il valore del prodotto.

     

    Abbiamo chiesto il parere del dottor Paolo Vinciguerra, responsabile di Humanitas Centro Oculistico.

    Gli occhiali low cost in che cosa si differenziano da quelli di qualità?

    «Questi prodotti sono strutturati secondo una correzione simmetrica dei due occhi e questo non va bene perché nella maggior parte dei casi i soggetti presentano delle asimmetrie che vanno corrette ad hoc. Inoltre, per dare un conforto visivo il centro ottico nell’occhiale deve corrispondere il più possibile al centro della pupilla, cioè la distanza fra i due occhi deve essere personalizzata in base alle caratteristiche della persona. Nella produzione di massa, invece, viene calcolata una distanza fra i due occhi media, intorno ai 62-63 millimetri».

    Quali rischi può comportare per la vista l’uso delle lenti low cost?

    «Spesso chi compra lenti economiche può essere soggetto a mal di testa e nausea causati dalla scarsa qualità dei materiali e dalla deformazione talvolta indotta da queste lenti. Una parte dell’equilibrio, infatti, è regolata dall’orizzonte visivo: quando si vede male, al cervello arriva una sensazione “deformata” e si è soggetti a malesseri. La scelta delle lenti, dunque, è tutt’altro che da sottovalutare. Oggi le lenti di buona qualità sono antiriflesso. Se la lente, oltre a non avere l’antiriflesso ha anche un indice di rifrazione non ideale, la messa fuoco è meno perfetta. Un paziente, quindi, a parità di difetto visivo, può percepire una differenza di qualità di luce. Per compensare il difetto la pupilla si dilata maggiormente e di conseguenza la qualità media dell’ottico peggiora e la profondità di fuoco si riduce».

    Anche le lenti per gli occhiali da sole possono essere rischiose?

    «Possono addirittura rendere daltonici perché alcune lenti da sole low-cost non fermano solo la luce in eccesso ma cambiano i colori. È come se si diventasse parzialmente ciechi a certi colori. Gli occhiali da sole ideali dovrebbero bloccare tutte le radiazioni nocive e far passare solo quelle che ci aiutano a vedere. Gli occhiali di scarsa qualità possono fermare in parte anche quelli utili alla visione riducendo la potenzialità visiva».

    Lenti a contatto telescopiche

    Con le “lenti a contatto telescopiche”, basterà strizzare l'occhio destro per ingrandire di 2,8 volte le immagini visionate. Un team di ricercatori dello Swiss Federal Institute of Technology di Losanna (Svizzera), coordinato da Eric Tremblay, ha realizzato uno speciale tipo di lenti, che consentendo di “zoomare” ciò che si osserva, potrebbero aiutare chi soffre di degenerazione maculare senile a vedere meglio. L'invenzione, ancora in fase di sperimentazione, è stata presentata durante la Conferenza annuale dell'American Association for the Advancement of Science’s (AAAS), che si è tenuta tra il 12 e il 16 febbraio a San Jose (Usa).

    Con un diametro di 8 millimetri e uno spessore 1,55 mm, le lenti telescopiche risultano un po' più grandi e rigide rispetto a quelle morbide, ma altrettanto traspiranti, grazie a un nido d'ape, costituito da piccoli canali, attraverso cui fluisce l'ossigeno. Secondo gli esperti, questi dispositivi sarebbero in grado di “zoomare” ciò che si osserva, rendendo l'immagine più grande di 2,8 volte. Per attivare il meccanismo basta chiudere gli occhi: strizzando l’occhio destro si aziona la funzione d'ingrandimento, mentre strizzando il sinistro si re-imposta la visione normale. Le lenti devono essere utilizzate insieme a un paio di occhiali che rilevano i movimenti delle palpebre, permettendo l'attivazione dello zoom.

     

    “Pensiamo che queste lenti potrebbero fare molto per il trattamento dell'ipovisione e della degenerazione maculare legata all'età – spiega Tremblay -. Attualmente sono ancora in fase di sperimentazione, ma siamo fiduciosi che diventeranno un'opzione concreta per le persone affette da degenerazione maculare senile”.

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