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    Curiosità, quanto è la risoluzione di un occhio umano in Mega pixel?

    L’occhio umano non è una macchina fotografica istantanea che funziona registrando un singolo fotogramma per volta, ma bensì si comporta come una videocamera che registra un flusso video. L’occhio infatti, non sta fermo ma si muove rapidamente in piccole quantità angolari e continuamente aggiorna l’immagine recepita nel cervello per “dipingere” anche il minimo dettaglio.

    Dobbiamo inoltre considerare che siamo provvisti di ben due occhi, e il nostro cervello combina i segnali ricevuti per aumentare ulteriormente la risoluzione finale dell’immagine. Succede poi che quando osserviamo non stiamo fermi con il corpo ma molte volte ci muoviamo o muoviamo gli occhi intorno alla scena per raccogliere ulteriori informazioni. A causa di questi fattori, l’occhio assembla nel cervello un’immagine a risoluzione più elevata rispetto a quella che sarebbe possibile considerando il numero di fotorecettori nella retina.

    I numeri equivalenti in megapixel che riporto di seguito qui sotto si riferiscono al dettaglio richiesto dalla visualizzazione di una intera scena da parte di un occhio e non di un singolo fotogramma. Tenendo conto delle considerazioni fatte, supponiamo di voler calcolare quanti megapixel sono richiesti per memorizzare una scena in cui ad esempio state guardando fuori da una finestra.

    Consideriamo un campo aperto davanti a noi, 90° in verticale 90° laterali, la tipica apertura di campo visibile da una finestra quadrata. Il numero di pixel contenuti in tale visione è

    (90gradi)^2 x 60 minuti d’arco/grado x (1/0.3)^2 x 60 = 324×10^6 pixel (324 megapixel)

    dove la costante 1/0.3 rappresenta l’acuità visiva (capacità dell’occhio di vedere distintamente gli oggetti). Questa risoluzione, enorme per un apparecchio fotografico convenzionale, tuttavia è una stima inferiore alle reali potenzialità perchè l’occhio non è uno strumento fisso ma mobile ed una stima al ribasso del campo di vista è di 180° di orizzontale e 120° in verticale che risultano in circa 576 Megapixel.

    (Fonte: http://www.verascienza.com)

    I 5 sensi

    Dopo aver mangiato troppo, il nostro udito si fa meno acuto. Se per esempio decideste di recarvi ad un concerto dopo aver fatto un pasto abbondante, potreste rimanere delusi dalle vostre capacità uditive. Dunque mangiate un pochino di meno se volete mantenere un udito perfetto.

    Quando la saliva non è in grado di dissolvere qualcosa, noi non possiamo assaporare questa cosa. Infatti affinchè il cibo o qualsiasi altra sostanza possa essere assaporata, è necessario che questa dissolva le sue sostanze chimiche nella saliva. Se non ci credete, provate ad asciugarvi la lingua e poi ad assaggiare qualcosa!


    Circa un terzo della popolazione mondiale ha una vista di 10 decimi. Lenti a contatto e classici occhiali sono veramente rari al mondo considerando questa statistica. Naturalmente le persone con una vista perfetta si trovano in prevalenza tra le persone meno anziane.


    Il nosto naso può memorizzare 50.000 odori differenti. Anche se il fiuto di un segugio è mille volte più acuto rispetto al nostro, questo non significia che il nostro olfatto sia inutile, anzi, l’uomo può memorizzare una grandissima quantità di odori, molti dei quali associati ad un’esperienza o ad un ricordo.


    Anche i più piccoli rumori, provocano una dilatazione della pupilla. Forse è proprio per questo che i medici, soprattutto chirurghi esigono il massimo silenzio durante le operazioni, per evitare che la loro vista focalizzata nel punto in cui operano non venga disturbata.


    Ogni persona ha un odore differente, eccetto i gemelli omozigoti. Fin dai primi giorni di vita, i neonati sono in grado di riconoscere l’odore della mamma e se ci pensate bene, molti di noi sono in grado di distinguere tra mille l’odore delle persone a noi più care. Parte dell’odore di ogni persona è infatti determinato dai geni, anche se, l’ambiente, l’alimentazione e l’igiene personale contruibuiscono altrettanto alla sua formazione.

     

    Le impronte digitali di un feto iniziano a diventare nette al terzo mese di gravidanza.

     

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    (Fonte: www.absurdityisnothing.net)

    Miopia, tra i 25 e 29 anni ne soffre un europeo su due

    La miopia affligge un quarto della popolazione europea. A soffrirne sono soprattutto i giovani: tra i 25 e 29 anni uno su due ci vede male da lontano. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Ophthalmology dai ricercatori del King’s College London di Londra, secondo cui la diffusione di questo disturbo visivo potrebbe avere significative ripercussioni sul sistema sanitario ed economico, perché interessa una percentuale rilevante della popolazione in età lavorativa.

    Nel corso della ricerca, gli autori hanno analizzato i risultati di 15 studi che hanno coinvolto oltre 60 mila persone. Al termine dell'analisi, è emerso che circa un quarto della popolazione europea è affetto da miopia. La parcentuale si modifica, quando si prendono in considerazione i giovani. Nella fascia tra i 25 e i 29 anni la miopia raggiunge una percentuale del 47%, in pratica uno su due.

    Gli studiosi hanno anche rilevato l'esistenza di un'associazione tra il disturbo visivo e il livello d'istruzione. La diffusione della miopia fra le persone che hanno un'istruzione superiore è, infatti, due volte maggiore rispetto a quella riscontrata tra chi ha frequentato le scuole primarie. Secondo i ricercatori, questa correlazione potrebbe essere dovuta al fatto che, di solito, chi prosegue gli studi trascorre più tempo sui libri e davanti al computer invece di stare all'aria aperta.

    (Fonte: salute24 - ilsole24ore.com)

    Alcuni modi sorprendenti per migliorare la vista

    STAI AL PASSO CON LA TECNOLOGIA. Gran parte delle cose che leggiamo passa attraverso lo schermo di tablet e smarthphone. Perché allora non incorporare nei touchscreen gli strumenti che ci servono per mettere a fuoco? Ci hanno pensato i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, che stanno lavorando a un display intelligente che renda occhiali e lenti a contatto superflui. L'idea è di correggere le immagini direttamente "all'origine", cioè sullo schermo, mediante un algoritmo in grado di distorcere le immagini in base alle esigenze, preimpostate, dell'utente, e un apposito filtro per la luce posizionato di fronte allo schermo. Immagini e parole apparirebbero strane a chiunque, tranne che al legittimo proprietario. Una startup affiliata al progetto, la CPrecisely, sta lavorando a una app per leggere l'ora sul cellulare di notte, senza dover inforcare gli occhiali.

    VAI A CORRERE. Fare attività fisica non vi renderà liberi dagli occhiali, ma potrebbe prevenire importanti difetti visivi che insorgono con l'età. Uno studio effettuato su oltre 40 mila persone per 6 anni ha dimostrato che fare jogging o camminare speditamente riduce il rischio di cataratta, la progressiva perdita di trasparenza del cristallino (la lente naturale dell'occhio). 

    MANGIA SANO. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per tenere segreto l'utilizzo del radar, i piloti britannici della RAF misero in giro una voce che li vedeva capaci di vedere bene anche al buio, grazie a una dieta ricca di carote. Leggende a parte esistono alcuni pigmenti fondamentali per una corretta visione che si assumono anche attraverso il cibo. Tre di questi - luteina, zeaxantina e meso–zeaxantina - aiutano ad assorbire i raggi nel vicino ultravioletto, e proteggono la macula (la parte centrale della retina essenziale per la messa a fuoco).